Il libro Guida all’Agrobiodiversità vegetale della Provincia di Pavia. Riscoperta, conservazione e valorizzazione (Guide to Plant Agrobiodiversity of the Province of Pavia (N-Italy). Rediscovery, conservation and revival) tratta dell’importanza delle risorse fitogenetiche (Plant Genetic Resources o PGR), prendendo in esame il territorio della provincia di Pavia. Sono stati considerati e descritti quattro gruppi di piante: i parenti selvatici delle piante coltivate (Crop Wild Relatives, acronimo CWR), le varietà coltivate locali tradizionali (o landrace), le colture sottoutilizzate (Neglected Crops, NUS) e le piante alimurgiche (o mangerecce).

Il quadro che ne scaturisce, in gran parte inedito e soprattutto mai così completo, appare assai variegato e di rilevante interesse scientifico, storico e socio-culturale. Consultando l’inventario internazionale di Harlan e de Wet (2018) e opere floristiche come la Flora dell’Oltrepò Pavese di Ardenghi e Polani (2016), in provincia di Pavia sono stati identificati oltre cinquanta CWR, tra i quali figurano i parenti selvatici di piante fondamentali per l’alimentazione umana, come il frumento, il cavolo, la rapa, la fava, il melo e le fragole. Per le colture sottoutilizzate e le varietà locali, basandosi su dati bibliografici e informazioni originali raccolte dagli autori grazie a indagini etnobotaniche, si è voluto sottolinearne la storia, il legame con i prodotti alimentari del territorio e lo status di conservazione.

Le numerose piante cerealicole e ortive pavesi, come il vòt tér (‘Mais ottofile del Pavese‘), la sigülla ad Brém (cipolla ‘Rossa di Breme‘), il fasö dal diàul (fagiolo del diavolo) e i barlánd (cascellore comune), sono state trattate singolarmente in schede informative corredate da foto tecniche originali. Per le varietà frutticole è stato invece presentato un quadro più generico, con riferimenti alle entità maggiormente significative, come la ‘Pomella genovese‘ e i ‘Per Giasö‘. Anche la maggior parte delle piante alimurgiche tradizionalmente raccolte e consumate in provincia di Pavia, come i vertís (luppolo comune), i rampóns (raperonzolo), la bsía (ortica comune) e la galinéta (valerianella), sono presentate attraverso schede illustrative, integrate da un elenco che sintetizza informazioni diverse come nomi scientifici, dialettali e parti della pianta utilizzate.

L’opera infine illustra alcune ricette innovative realizzate dai cuochi e allievi di APOLF Pavia, oltre alle principali strategie di conservazione delle risorse fitogenetiche e alle attività della Banca del Germoplasma Vegetale dell’Università di Pavia, da anni coinvolta in progetti riguardanti l’agrobiodiversità.

Articolo di Sara Bellingeri – Ufficio Stampa e Comunicazione Agricoltura Sociale Lombardia

Il percorso rientra nell'ambito del progetto La sostenibilità che include vincitore del bando Cariplo. Coinvolti 20 giovani con svantaggio che si confrontano con prodotti locali e tecniche di coltivazione. Per alcuni di loro è previsto anche uno sbocco lavorativo. La rete pavese di agricoltura sociale brilla sempre più all'insegna dell’inclusione. È, infatti, partito a gonfie vele il corso di formazione professionale “Pratiche di agricoltura sociale e tecniche di promozione della produzione locale”.

La proposta formativa, rivolta a giovani con svantaggio e fragilità di vario tipo, rientra nell'ambito del progetto “La sostenibilità che include” con cui la rete si è aggiudicata l’importante bando Cariplo “Coltivare Valore”. L’obiettivo centrale del percorso, come spiegano gli organizzatori, è quello di “fornire conoscenze interdisciplinari di natura teorica e pratica volte a sviluppare un’adeguata consapevolezza e competenza sui temi fondamentali di natura agricolo-rurale intesi in chiave di sostenibilità e promozione sociale”. Il corso, interamente gratuito, ha una durata di 100 ore e prevede lezioni sia teoriche che pratiche.

Partito a maggio si concluderà ad ottobre e ha già raccolto i primi frutti di entusiasmo e soddisfazione da parte dei partecipanti, come ci conferma uno tra i principali responsabili del progetto, Moreno Baggini, che è anche il coordinatore della rete pavese. “Il percorso sta procedendo molto bene: abbiamo 20 partecipanti anche se le richieste sono state molte di più. Positivo il fatto che partecipino sia ragazzi che ragazze, a dimostrazione che il tema agricolo è davvero trasversale. In particolare stanno destando forte interesse argomenti come i prodotti locali e le tecniche di coltivazione”.

La proposta formativa, che si avvale anche della figura di un ortoterapista, si è già addentrata con successo nella fase pratica: “Abbiamo il piacere di avere tra i nostri docenti sia professori dell’Università di Pavia sia esperti del territorio – evidenzia Moreno Baggini – Gli stessi enti locali si sono dimostrati molto partecipi nel segnalarci profili potenzialmente interessati al percorso. Il bello di questa fase è potersi confrontare con diverse stagionalità di questo lavoro che attraversa la primavera, l’estate fino ad arrivare all’autunno”. All’interno del corso è inoltre previsto un modulo speciale dedicato al tema della coltivazione delle piante spontanee di uso alimentare (dette anche alimurgiche) della provincia di Pavia.

Dato il ritrovato interesse dei consumatori nei confronti di queste, si è deciso di coltivare sperimentalmente almeno 9 specie alimurgiche come piante di tipo ortivo. “Tutto ciò, oltre a creare nuove opportunità di lavoro, potrà dare nuova linfa all’agricoltura sostenibile – evidenziano i referenti – Questa attività agricola ha inizio a partire dai semi messi a disposizione dalla Banca del Germoplasma vegetale dell’Università di Pavia”. Tra le 9 piante alimurgiche coltivate vi sono la malva, il tarassaco, il papavero, l’ortica, il luppolo, la borragine, la costolina (detta anche giuncolina), il silene (o strigoli), il cascellore (detto anche “landar”).

Il progetto prevede inoltre la coltivazione e la trasformazione di antiche varietà agricole come, ad esempio, il mais ottofile (chiamato così per il numero di file di chicchi sul tutolo della pannocchia) del territorio pavese, la zucca e l’anguria con cui realizzare la mostarda di Voghera, la zucca di Dorno. Per 8 partecipanti del corso la formazione sfocerà poi in un vero e proprio tirocinio formativo retribuito e per 6 beneficiari sarà previsto l’inserimento lavorativo nell’ambito delle cooperative sociali partner del progetto.

Il corso, interamente sostenuto da Fondazione Cariplo e promosso da Apolf, vanta un’articolata rete di enti attuatori tra cui: cooperativa 381, Università di Pavia, Apolf (Agenzia Provinciale per l’Orientamento, il Lavoro e la Formazione) di Pavia, ACLI, fattoria sociale Balancin, Mulino di Suardi, Bipart. L’iniziativa gode del supporto di Slow Food Oltrepò pavese, Università e Provincia di Pavia, Camera di Commercio di Pavia ed è promossa dalla stessa rete Agricoltura Sociale Lombardia.

Un progetto di tirocinio e cooperazione nelle scuole himalayane

L'«avventura pedagogica» di un giovane insegnante vogherese

Una nuova avventura in India sospinta da un progetto di studio e di solidarietà tra scuole e associazioni, per imparare, insegnare e mantenere un legame di amicizia tra piccole realtà distanti migliaia di chilometri ma accomunate dall'impegno per un mondo migliore. È il secondo viaggio in India che tra pochi giorni intraprenderà un giovane insegnante di Voghera, maestro elementare di sostegno, volontario dell'associazione Insieme e “ambasciatore” di quest'ultima e degli Orti Sociali per un gemellaggio tra le due no profit vogheresi e l'organizzazione indiana Ruchi (acronimo di “Centro rurale per gli interessi umani”), la quale opera da quasi 40 anni a favore della comunità locale dei villaggi di montagna a 350 km a nord della capitale Delhi.

Dopo un primo viaggio l'estate scorsa, per un campo internazionale di volontariato promosso da Ruchi con le scuole dei villaggi, il maestro vogherese torna sulle prime alture himalayane con un progetto universitario e una rete di solidarietà più ampia. «Il collegio docenti dell'Istituto Comprensivo di Casteggio, per cui ho lavorato nell'anno appena concluso - spiega l'insegnante, che preferisce rimanere anonimo - ha accolto la proposta di aiutare i bambini delle scuole in cui sto per tornare, contribuendo a una raccolta fondi per comprare in India materiale di cancelleria per gli alunni, come ho fatto l'anno scorso». Al sostegno delle associazioni Insieme e Orti Sociali di Voghera e dell'istituto di Casteggio si aggiungono inoltre l'asilo “Pupi solari” di Rivanazzano Terme e singoli cittadini.

In totale ho raccolto oltre mille euro: con questi fondi sosterremo le attività di Ruchi con le scuole, i contadini e i gruppi di mutuo-aiuto delle donne dei villaggi

spiega l'insegnante, che torna in India con un progetto di tirocinio approvato dalla facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell'università Milano-Bicocca. «Fino a un paio d'anni fa - spiega l'insegnante - svolgevo un'altra professione. Anche grazie all'avventura pedagogica vissuta in India, ho deciso di iscrivermi di nuovo all'università per ottenere la laurea da maestro elementare. È la dimostrazione che il volontariato fa bene soprattutto a se stessi, perché si impara a conoscersi meglio, si allargano gli orizzonti culturali e si creano preziose relazioni interpersonali. Vado in India sapendo di apprendere più di quanto potrò insegnare».

Progetto CIDI per gli alunni della succursale Don Orione in collaborazione con la Cooperativa Orti Sociali e con l'Azienda Agricola Elilu. Presso l'Istituto Don Orione, 20 alunni delle classi seconde e terze hanno aderito al progetto Orto Comanda Color... Magico Verde, coordinato da Moreno Baggini, della Cooperativa vogherese "Orti Sociali".

Questa iniziativa si è articolata in 10 incontri, durante i quali agli alunni è stato insegnato il ciclo vitale delle piante e... molto altro! Le lezioni sono state tenute dall'esperta di botanica Elisa Gastaldi, una giovane e preparata imprenditrice, proprietaria dell'Azienda agricola Elilu (con sede a Castelnuovo Scrivia). L'azienda si occupa di colture cerealicole, ha un vigneto e un medicaio, e attraverso un vivaio garantisce l'autoriproduzione interna delle sementi.

Complessivamente Elilu custodisce oltre 300 varietà di piante diverse. Il 9 aprile 2019 l'argomento del primo incontro ha riguardato la preparazione delle talee di rosmarino; nel secondo appuntamento si sono studiate le caratteristiche delle piante officinali e aromatiche e si sono seminati i fiori in alveolo. Il corso è poi proseguito con lezioni di botanica (senza trascurare la storia di questa disciplina) e di architettura degli spazi verdi. Non è mancato nemmeno un laboratorio espressivo dedicato ai cinque sensi.

Il ciclo didattico si è chiuso a fine maggio con il trapianto dei fiori e la realizzazione della siepe di rosmarino, ma anche con molte riflessioni sulle future possibilità di sviluppo del lavoro di questo primo anno "in Magico Verde"

Alena Sula
Victoria Sherepera

di SARA BELLINGERIUfficio Stampa e Comunicazione Agricoltura Sociale Lombardia

Corso pratico di agricoltura sociale - Un grande successo per la rete pavese

Corso pratico di agricoltura sociale - Il percorso rientra nell’ambito del progetto La sostenibilità che include vincitore del bando Cariplo. Coinvolti 20 giovani con svantaggio che si confrontano con prodotti locali e tecniche di coltivazione. Per alcuni di loro è previsto anche uno sbocco lavorativo.

La rete pavese di agricoltura sociale brilla sempre più all’insegna dell’inclusione. È, infatti, partito a gonfie vele il corso di formazione professionale “Pratiche di agricoltura sociale e tecniche di promozione della produzione locale”. La proposta formativa, rivolta a giovani con svantaggio e fragilità di vario tipo, rientra nell’ambito del progetto “La sostenibilità che include” con cui la rete si è aggiudicata l’importante bando Cariplo “Coltivare Valore”.

L’obiettivo centrale del percorso, come spiegano gli organizzatori, è quello di “fornire conoscenze interdisciplinari di natura teorica e pratica volte a sviluppare un’adeguata consapevolezza e competenza sui temi fondamentali di natura agricolo-rurale intesi in chiave di sostenibilità e promozione sociale”.

Il corso, interamente gratuito, ha una durata di 100 ore e prevede lezioni sia teoriche che pratiche. Partito a maggio si concluderà ad ottobre e ha già raccolto i primi frutti di entusiasmo e soddisfazione da parte dei partecipanti, come ci conferma uno tra i principali responsabili del progetto, Moreno Baggini, che è anche il coordinatore della rete pavese. “Il percorso sta procedendo molto bene: abbiamo 20 partecipanti anche se le richieste sono state molte di più. Positivo il fatto che partecipino sia ragazzi che ragazze, a dimostrazione che il tema agricolo è davvero trasversale. In particolare stanno destando forte interesse argomenti come i prodotti locali e le tecniche di coltivazione”.

La proposta formativa, che si avvale anche della figura di un ortoterapista, si è già addentrata con successo nella fase pratica: “Abbiamo il piacere di avere tra i nostri docenti sia professori dell’Università di Pavia sia esperti del territorio – evidenzia Moreno Baggini – Gli stessi enti locali si sono dimostrati molto partecipi nel segnalarci profili potenzialmente interessati al percorso. Il bello di questa fase è potersi confrontare con diverse stagionalità di questo lavoro che attraversa la primavera, l’estate fino ad arrivare all’autunno”.

All’interno del corso è inoltre previsto un modulo speciale dedicato al tema della coltivazione delle piante spontanee di uso alimentare (dette anche alimurgiche) della provincia di Pavia. Dato il ritrovato interesse dei consumatori nei confronti di queste, si è deciso di coltivare sperimentalmente almeno 9 specie alimurgiche come piante di tipo ortivo. “Tutto ciò, oltre a creare nuove opportunità di lavoro, potrà dare nuova linfa all’agricoltura sostenibile – evidenziano i referenti – Questa attività agricola ha inizio a partire dai semi messi a disposizione dalla Banca del Germoplasma vegetale dell’Università di Pavia”. Tra le 9 piante alimurgiche coltivate vi sono la malva, il tarassaco, il papavero, l’ortica, il luppolo, la borragine, la costolina (detta anche giuncolina), il silene (o strigoli), il cascellore (detto anche “landar”).

Il progetto prevede inoltre la coltivazione e la trasformazione di antiche varietà agricole come, ad esempio, il mais ottofile (chiamato così per il numero di file di chicchi sul tutolo della pannocchia) del territorio pavese, la zucca e l’anguria con cui realizzare la mostarda di Voghera, la zucca di Dorno.

Per 8 partecipanti del corso la formazione sfocerà poi in un vero e proprio tirocinio formativo retribuito e per 6 beneficiari sarà previsto l’inserimento lavorativo nell’ambito delle cooperative sociali partner del progetto.

Il corso, interamente sostenuto da Fondazione Cariplo e promosso da Apolf, vanta un’articolata rete di enti attuatori tra cui: cooperativa 381, Università di Pavia, Apolf (Agenzia Provinciale per l’Orientamento, il Lavoro e la Formazione) di Pavia, ACLI, fattoria sociale Balancin, Mulino di Suardi, Bipart. L’iniziativa gode del supporto di Slow Food Oltrepò pavese, Università e Provincia di Pavia, Camera di Commercio di Pavia ed è promossa dalla stessa rete Agricoltura Sociale Lombardia.

Fonte: Il Periodico

Il progetto si chiama Con il nostro stile. I giovani per la Comunità ed è finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e promosso da Regione Lombardia.

Il progetto, presentato dall’Associazione di Volontariato e solidarietà Familiare Babele Onlus di Pavia, ha dato vita ad una serie di attività che l’Associazione Orti Sociali di Voghera ha predisposto per i bambini di tutte le scuole d’infanzia e di alcune classi di scuola primaria dell’I.C. di via Dante.

Per esempio alla scuola d’infanzia di strada Valle il Dott. Teresio Nardi ha incontrato i bambini dell’ultimo anno e ha discusso insieme a loro, con delle slide appositamente predisposte, dei mutamenti climatici, dei colori della natura, di come, grazie alle api, sia possibile ottenere il miele, delle piante che abbiamo in Oltrepò e di tanti altri argomenti legati alla natura e al territorio.

Il progetto, che è flessibile e si adatta alle richieste delle insegnanti e dei bambini, è gratuito per la scuola e per le famiglie, ed ha l'obiettivo di adottare e diffondere comportamenti ambientali e socialmente responsabili, partendo da semplici gesti quotidiani. Esso prevede laboratori didattici che portano ad una migliore conoscenza del territorio locale e delle sue tipicità. Particolare rilevanza viene data ai temi dello spreco alimentare e del riuso e riciclo di beni materiali.

Il progetto vuole anche avvicinare i bambini all'esperienza della coltivazione di orti ad uso sociale attraverso testimonianze di personale esperto. Alcuni orti saranno realizzati nei plessi dell’Istituto Comprensivo di via Dante e la loro coltivazione verrà curata non solo dai bambini ma anche da genitori e nonni che si sono resi disponibili nel collaborare con i docenti dell’Istituto. Il Dirigente Scolastico è particolarmente soddisfatto dell’iniziativa: “vedere docenti, genitori e nonni che lavorano insieme su temi legati alla sostenibilità ambientale è un forte segnale educativo per i bambini: vi sono adulti che, stando gli uni a fianco degli altri, si comportano in maniera responsabile nei confronti del nostro territorio, dando così speranza al futuro”.

Alla Bottega degli Ortolani trovate pane fresco, ogni giorno, di vario tipo e formato, preparato con grani antichi ovvero varietà del passato rimaste autentiche e originali, che non hanno subìto alcuna modificazione da parte dell’uomo per aumentarne la resa. Grani di provenienza locale... a Km zero.. ma anche meno, visto che alcuni dei campi in cui viene coltivato il grano si trovano proprio vicini alla “Bottega dell’Ortolano”, in via Negrotto Cambiaso, quartiere Ponte Rosso, a Voghera.

Pane di ogni tipo e adatto a chiunque

San Pastore, Verna, Senatore Cappelli, Khorasan, Farro, Segale e tanti altri grani, macinati a pietra e preparati con lievito madre tutte le mattine. Sono pani che hanno caratteristiche importanti per la nostra alimentazione: sono farine che non hanno subito alterazioni, meno raffinati, meno glutine, più leggeri e digeribili ed in più.. si aiutano i piccoli produttori della zona.

Accanto al valore della riscoperta di questi grani antichi in termini di biodiversità, altrettanto importante è cercare di continuare a farli vivere e crescere per il loro valore storico e culturale. Un bel patrimonio da tutelare insomma, per non dimenticare mai l’origine delle nostre terre. “Obbiettivo prioritario della nostra attività è garantire all’utente finale, la rintracciabilità degli alimenti a partire dalla loro origine, lungo il percorso della filiera produttiva, comprese le operazioni di lavorazione, trasformazione e confezionamento. Riscoprire, recuperare e dare valore ai prodotti del nostro territorio, è la nostra finalità”.

La rete dei produttori agricoli che riforniscono la bottega hanno tutti comportamenti compatibili con l’ambiente. Ad ogni prodotto la sua stagione, senza forzature. La Bottega dell’Ortolano è attenta anche alla storia del territorio e per questo, alla bottega, si possono trovare frutta e verdura biologica e naturale, salumi e formaggi della Valle Staffora, pasta, confetture, miele…., e da quest’anno una varietà di antipasti, confetture e sughi preparati con i prodotti biologici degli “Orti Sociali”.

Comunicato stampa del 6 dicembre 2018 Agricoltura Sociale Lombardia

Le storie di riscatto della rete Agricoltura Sociale Lombardia

“Prendersi cura di qualcosa è bello”: i ragazzi del Centro Diurno Disabili raccontano la loro esperienza a contatto con la terra nell’ambito del progetto appartenente alla rete pavese dell’agricoltura sociale. L’iniziativa descritta dai referenti Elisa Castelli e Moreno Baggini.

Nuovo traguardo di inclusione messo a segno nell’ambito della rete Agricoltura Sociale di Pavia che aggiunge un ulteriore tassello di soddisfazione al suo percorso impegnato sul fronte della valorizzazione delle persone. La rete territoriale aderisce a quella regionale di Agricoltura Sociale Lombardia che secondo l’ultimo report registra 1.967 persone con svantaggio che hanno trovato un’opportunità di riscatto, di queste 1.096 sono disabili e coinvolte a vario titolo nelle attività agricole. A rappresentare la recente testimonianza all’insegna del riscatto sociale è il progetto “Orti Sociali di Voghera” che ha attivato una stretta e virtuosa collaborazione con il Centro Diurno Disabili di Voghera. Da questa sinergia è nato l’intento di coinvolgere cinque giovani con disabilità intellettiva e motoria in un’attività di orto sociale. Un’esperienza partita a metà ottobre 2018 e che ha maturato importanti risultati come conferma Elisa Castelli, una delle referenti del progetto oltre che educatrice del centro gestito dalla cooperativa onlus Marta:

“Abbiamo ideato questa iniziativa formativa con un obiettivo ben chiaro: volevamo portare i ragazzi fuori dalle mura protettive e abitudinarie del centro per metterli a contatto con qualcosa di nuovo. Desideravamo trasmettere loro la percezione di non essere più solo dei fruitori di aiuto ma di poter diventare loro stessi dei portatori di una vera e propria “cura” nei confronti di qualcosa che ha bisogno di essere seguito con motivazione, attenzione e pazienza. Nell’orto imparano che bisogna seminare bene ora per raccogliere frutti più avanti”. “Un’altra bella esperienza agli Orti Sociali di Voghera - evidenzia Moreno Baggini, responsabile del progetto omonimo e coordinatore del territorio pavese per la rete ASL - Si tratta di un modello di intervento innovativo studiato dal CDD di Voghera che recupera l'elemento storicamente inclusivo che è innato in agricoltura e che spesso garantisce ottimi risultati dal punto di vista terapeutico e del reinserimento sociale.

Grazie alle educatrici del CDD e all'orto-terapista Emanuele Carcò i ragazzi coinvolti stanno avendo opportunità per fare le loro prime esperienze di lavoro e sana vita di gruppo ma anche e soprattutto esperienze di vita e crescita personale”. I giovani coinvolti - di età compresa tra i 30 e i 35 anni, di cui quattro ragazzi e una ragazza - in passato hanno già maturato esperienze di cura delle piante nell’ambito del servizio del centro. Ora si tratta di una vera e propria esperienza formativa che una volta a settimana, per circa due ore, permette loro di imparare i rudimenti del mestiere grazie alla guida dell’orto-terapista della fattoria Baggini. Vengono utilizzati diversi attrezzi, tranne gli strumenti a motore, ed eseguite operazioni che richiedono concentrazione. Un’esperienza che ha destato gratificazione ed entusiasmo negli stessi ragazzi, come testimoniano le loro parole. “All’orto mi diverto con Riccardo che mi insegna cosa fare” racconta ad esempio Alessandro che partecipa all’attività. “Andare a lavorare con i miei compagni è bello” commenta Luca. “Mi piace molto fare l’orto e raccogliere le verdure, oggi ho portato a casa i finocchi” sottolinea Alberto. “È bello prendersi cura di qualcosa… poi lo mangi e sei contenta!” riflette Chiara.

Il percorso attivato nell’ambito del progetto “Orti Sociali di Voghera” ha inoltre permesso di scardinare diversi luoghi comuni sulla disabilità, in particolare intellettiva, dando dimostrazione che l’inclusione rivela abilità nascoste. “I benefici sono riscontrabili a vari livelli – sottolinea Elisa Castelli - Dal punto di vista relazionale ci si confronta con gli altri e si impara a lavorare insieme rispettando i ritmi della natura. Il lavoro permette anche di acquisire autonomia e maggior responsabilizzazione in un contesto con ritmi tranquilli e adatti a questo tipo di disabilità. Inoltre la metodologia iniziale, strutturata ad imitazione delle tecniche proposte dall’orto-terapista, favorisce l’acquisizione di competenze e stimola la memoria potenziando l’aspetto cognitivo e riducendo nettamente le stereotipie che spesso assorbono i nostri utenti. Il contatto con la natura, i suoi cambiamenti e ritmi, migliora la percezione di se stessi”. L’attività nell’orto sociale è riuscita anche a mettere ko uno stereotipo difficile da scardinare e riguardante la disabilità mentale, come evidenzia Elisa Castelli: “La nostra esperienza di agricoltura sociale ci ha dimostrato che queste persone non sono bambini ma adulti con possibilità di confrontarsi con nuove realtà e persone. Siamo stati molto fortunati a trovare un ambiente piacevole e accogliente che li rende sereni e appagati. Il lavoro agricolo è davvero terapeutico: svela abilità”.

Cesti natalizi a km 0 con prodotti dell’oltrepo pavese e da agricoltura sociale

A natale regala un cesto con prodotti a km 0 dell’Oltrepò Pavese. Dicembre si tinge con i colori delle feste e la Butega D’urtlan di Voghera sta preparando sorprese da mettere sotto albero, buone da scoprire e allo stesso tempo da sostenere. Non il solito cesto natalizio preconfezionato, ma alla Butega degli Orti Sociali hai la possibilità di regalare delle confezioni con prodotti esclusivamente del territorio Pavese e da agricoltura sociale secondo le esigenze e le possibilità.

Cesti natalizi, assolutamente a km 0, dove è possibile aggiungere anche prodotti freschi con frutta e verdura di stagione, coltivati con metodi biologici e naturali.

Con i cesti degli Orti sociali non solo fai un pensiero di qualità ma il regalo parlerà di noi, del nostro territorio, delle nostre eccellenze. Come vedi basta poco: con i nostri cesti risolvi il problema del cosa donare ed in più’ potrai fare una bellissima sorpresa, facendo recapitare il cesto a casa della persona a cui vuoi regalarlo. Vieni a comporre il cesto assieme a noi e promuovi il territorio. Vini in bottega oppure ordina il tuo cesto natalizio chiamando il 340 4558683, oppure scrivici a ortisocialivoghera@gmail.com

Presentazione Workshop di Confcooperative Pavia sull'agricoltura sociale cooperativa

Martedì 27 novembre, alle ore 09.00, si terrà a Pavia presso "Villa Maria", sede del Gruppo Cooperativo Marta, un workshop dal titolo:

Agrisocializziamo! L'Agricolutura sociale: spunti di cooperazione pavese, esperienze di cooperazione lombarda.

L'evento è promosso ed organizzato da Confcooperative Pavia. Il programma prevede una serie di interventi atti ad approfondire alcune delle significative esperienze cooperative agricole sociali operanti in Lombardia, con spunti e testimonianze portate da chi vive quotidianamente il significato di tradurre l'attività agricola in strumento di inclusione sociale.

Di fatto negli ultimi anni l'agricoltura sociale si sta trasformando in un sistema dinamico con grande potenzialità di sviluppo sostenibile, a beneficio di tutta la collettività. Pensiamo alla relazione diretta, sempre più fitta, tra un mercato "primario" come quello agricolo ed un'offerta di prodotti orientati a generare socialità, responsabilità e partecipazione, favorendo incontri e relazioni che spesso generano valore economico ed opportunità occupazionali.

La Legge 8 Agosto 2015, n. 141, Disposizioni in materia di agricoltura sociale si sofferma inoltre su un aspetto nodale come quello della multifunzionalità delle imprese agricole «finalizzato allo sviluppo di interventi e servizi sociali, sociosanitari, educativi e di inserimento socio lavorativo allo scopo di facilitare l'accesso adeguato ed uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie ed alle comunità locali>>, argomento su cui il mondo dell'imprenditoria cooperativa ritiene di avere molto da proporre ed illustrare.

Il programma dei lavori (moderati da Antonio Califano, Coordinatore di Confcooperative Pavia) si aprirà con le considerazioni introduttive del Presidente di Confcooperative Pavia, Mattia Affini, cui seguirà un approfondimento della Dott.ssa Elena Croci (Direttore didattico corso di Tecniche della riabilitazione psichiatrica - Università di Pavia) sulla correlazione tra funzione produttiva in agricoltura e relativi aspetti relazionali, terapeutici e riabilitativi.

Successivamente si aprirà l'approfondimento su alcune delle esperienze cooperative lombarde appartenenti alla sfera associativa di Confcooperative, grazie agli interventi di Moreno Baggini - coop. sociale Treottouno di Voghera (PV), Vittorio Ciarrocchi - coop. sociale Il Sentiero di Morbegno (SO), Giusy Brignoli e Giusy Biaggi - coop. sociale Nazareth di Cremona, Andrea Testa — coop. sociale Oasi di Guanzate (CO) e Giacomo Ribaudo - coop. sociale Biplano di Urgnano (BG).

Dopo uno spazio di breve presentazione di ulteriori esperienze cooperative lombarde presenti all'evento, farà seguito per una sintesi conclusiva l'intervento di Umberto Zandrini — Vice Presidente Federsolidarietà Confcooperative Lombardia.

Confcooperative — Associazione Nazionale di Rappresentanza, Assistenza e Tutela del Movimento Cooperativo, riconosciuta giuridicamente con D.M. 12/04/1948, ai sensi dell'articolo 5 del D.Lgs.C.P.S. n. 1577/1947

Una serata per discutere di educazione a partire da «un’avventura pedagogica» in India

Una serata per raccontare un’esperienza in India nelle scuole elementari, per parlare di un progetto di solidarietà intrapreso da due associazioni vogheresi, e per discutere insieme al pubblico - a partire da episodi ed emozioni indiane - del senso dell’educazione oggi, nella nostra società. È l’evento “L’educazione del sorriso: racconto e senso di un’avventura pedagogica in India”, organizzato dalle associazioni Insieme e Orti Sociali per venerdì 23 novembre alla Casa della Carità di Voghera (ore 21, via C. Emanuele III n. 45, ingresso libero).

Durante la serata si parlerà del “gemellaggio” tra le due associazioni vogheresi e Ruchi, organizzazione indiana che a 350 km a nord di Delhi opera a favore della comunità locale, in particolare contadini, donne e bambini. L’idea del gemellaggio per costruire un rapporto di amicizia e solidarietà è nata lo scorso luglio, quando un socio di Insieme è partito per partecipare a un campo di volontariato nelle scuole organizzato da Ruchi. Grazie a una raccolta fondi delle associazioni Insieme e Orti Sociali e di alcuni privati, l’educatore vogherese Daniele Ferro ha lavorato con i bambini delle prime alture himalayane utilizzando materiale di cancelleria assente in quelle scuole, e ha acquistato attrezzi da lavoro per i contadini.

Prodotti tipici Voghera - Appuntamento con la Seconda Sagra del peperone di Voghera

Partecipazione a offerta. Info e prenotazione obbligatoria entro il 7 settembre 2018: fiduciario@slowfoodoltrepo.it - 338-7089575

Prodotti tipici Voghera - Vi aspettiamo Domenica 9 settembre 2018, in Piazza Duomo a Voghera, dove si svolgerà la 2ª Sagra del Peperone di Voghera, un appuntamento all'insegna dei Prodotti Tipici e prodotti biologici del nostro territorio. L’area vocazionale del peperone di Voghera è costituita da un comprensorio interregionale che si estende tra le province di Pavia e Alessandria e che vede il territorio del comune di Voghera al centro.

La costolatura tipica di questo peperone deve presentare quattro coste. É di colore verde molto chiaro prima del viraggio e giallo o giallo-aranciato in fase avanzata di maturazione. La polpa è sottile e poco acquosa, consistente, resistente al trasporto e alla conservazione, in particolare sottaceto. Ha un sapore molto dolce, gradevole e fine, con il gusto tipico di peperone poco pronunciato.

Il peperone di Voghera ha avuto un’importante diffusione nell’area di produzione dal 1920 al 1950. Il mercato non era solo italiano ma anche europeo e statunitense. Agli inizi degli anni ’50 una malattia ne ha compromesso la produzione commerciale e solo nell’anno 2006 si è aperta una fase di selezione della semente ritrovata e si è iniziato nuovamente a produrre piccole quantità di peperone.

Alcuni ristoranti e osterie del territorio sono stati invitati a inserire nei loro menù un piatto a base di peperone di Voghera, anche alcune gelaterie, per l'occasione, prepareranno un gelato a base di peperone.

Il programma completo

9 settembre piazza Duomo. Guarda la Locandina dell'evento

Tutto il giorno

Le degustazioni Slow Food

Si comincia alle ore 11.30 con l'aperitivo con i trasformati di Peperone e si prosegue alle ore 13.30 con le crocchette di riso su base di Peperone. Infine, per gli amanti della trippa, alle ore 16.00 ci sarà la trippa con Peperone di Voghera.

Peperoni Incontri

II Peperone di Voghera dialoga con il Peperone crusco di Senise I.G.P. dalla Basilicata e con il Pemento de Herbòn (Padròn, Galizia - Spagna). Dalle ore 12.30 degustazione di risotti. Tre peperoni e mille piatti: ricette e preparazioni tipiche curate da Piera Spalla Selvatico e Francesco Paolo Fiore, chef lucano.

Serata Gourmet

Per concludere in bellezza alle ore 20.30 Serata Gourmet al Bistrotbar Sant'Ambrogio menù sempre a base di Peperone di Voghera e musica Jazz con Gianni Cazzola Trio - info e prenotazioni: 0383-271002

Progetto Orti sociali a Voghera per promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro agricolo. Coltiviamo il nostro futuro.

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