Un gemellaggio indiano per saldare valori che attraversano i continenti: la pace, l'amicizia e la solidarietà. È l'iniziativa delle associazioni Insieme e Orti sociali di Voghera, che con un documento simbolico e un piccolo aiuto intendono siglare un accordo di scambio con un'organizzazione non governativa indiana.

L'associazione partner è Ruchi, acronimo di Centro rurale per gli interessi umani, che da trent'anni ha sede nel distretto di Solan, nella zona montuosa a 300 km a nord di Delhi. Lì, l'associazione promuove il progetto «Educate a child», «Educare un bambino», che per due settimane coinvolgerà volontari internazionali, i quali affiancheranno gli insegnanti nelle scuole primarie dei villaggi circostanti e parteciperanno alle altre attività di Ruchi nella zona (su temi come educazione ambientale, innovazione delle coltivazioni, promozione della partecipazione sociale).

Al progetto, che inizierà il 23 luglio, prenderà parte un socio di Insieme, associazione che con gli Orti Sociali di Voghera intende costruire un rapporto di scambio con Ruchi, fatto da una parte di un messaggio simbolico di gemellaggio, e dall'altro di un atto concreto di solidarietà. Le associazioni stanno infatti raccogliendo fondi poiché nelle scuole e nei villaggi sarà possibile portare materiali per i bambini (da utilizzare a scuola, come matite quaderni e così via) o per il lavoro nei campi.

Anche un piccolo contributo può essere utile per sostenere persone di un paese lontano, che lavorano sul proprio territorio per realizzare valori condivisi. Chi volesse offrire un aiuto, o per avere maggiori informazioni, può scrivere a associnsieme@gmail.com, chiamare il 3518003379 o presentarsi nella sede di Insieme il venerdì dalle ore 21.00, in via Bellocchio 19 a Voghera.

di slowfood.it

Oggi - [n.d.r.] 05-02-2018 - è la V Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare. Lo spreco corre lungo la filiera con numeri vergognosi. Ma il dato che vogliamo mettere in evidenza qui è la gigantesca responsabilità di ciascuno di noi: in Occidente è tra le mura domestiche e al ristorante che si butta più cibo.

Allora, se avanziamo qualcosa al ristorante chiediamo di portare a casa quanto non consumato, e noi lasciamo agli scienziati le colture batteriche e non dimentichiamoci che cosa riponiamo nel frigo e in dispensa. Di seguito qualche suggerimento per non dimenticare niente in frigo! Una spesa slow è quella frequente, di alimenti freschi che andrebbero consumati subito. Ma i ritmi non sempre la consentono e quindi dobbiamo riporre in frigorifero la spesa settimanale. Ecco qui alcuni consigli utili per conservare al meglio e ridurre il più possibile gli sprechi.

Intanto la pulizia: passate ogni superficie periodicamente con un panno pulito imbevuto di acqua e aceto.

E l’ordine: tenere gli alimenti separati magari chiusi in un contenitore. Se siete particolarmente attenti applicate un’etichetta con la data d’acquisto e se arrivate al limite della paranoia riportate alimento e rispettiva data su un foglio che appenderete sulla porta del frigo, a scongiurare dimenticanze.

Dove mettere il cibo

La carne va nel ripiano più freddo: quindi in basso, sopra agli scomparti delle verdure. Avvolta nell’incarto del macellaio o in sacchetti di plastica. Se si tratta di tagli interi consumateli entro 3 giorni, se macinata prima. Formaggi e latticini vanno nella zona alta, sempre avvolti nell’incarto o in contenitori chiusi. I freschissimi vanno consumati nel giro di pochi giorni. I salumi andrebbero piuttosto ridotti, ma se non riuscite a farne a meno, riponeteli insieme ai formaggi.

Le uova nel loro apposito scomparto resistono anche un mese. Frutta e verdura in sacchetti traspiranti di carta vanno al fondo del frigo. Non mettete in frigo cose che si conservano bene in ambiente esterno: banane, kiwi, mele ecc. E non estraete dal frigo vegetali se non siete intenzionati a consumarli: andranno incontro a un più rapido deperimento. Il pesce, pulito e riposto in sacchetti di plastica va nella zona centrale, così non potete fare a meno di dimenticarlo, visto che la conservazione è piuttosto ridotta. Fate la stessa cosa anche con gli avanzi del pranzo e della cena.

Le bibite gassate, ricche di zuccheri, non compratele proprio e quindi nello scompartimento a loro dedicate potete mettere i succhi di frutta e le bibite che farete in casa, con agrumi ecc., oppure il vino bianco, i latti di mucca, mandorle, riso ecc.

Non ammassate, lasciando quindi lo spazio per la circolazione dell’aria. E tenete una ciotola di bicarbonato per eliminare gli odori. Infine regolate la temperatura, per ottimizzare i consumi.

Il punto vendita proporrà prodotti provenienti da attività di agricoltura sociale e di aziende agricole locali.

Un imminente traguardo si staglia all’orizzonte della rete dell’agricoltura sociale pavese segnando un importante goal sul fronte del connubio tra inclusione lavorativa e progetto imprenditoriale. A breve aprirà, infatti, un punto vendita tutto nuovo di prodotti derivanti proprio dall’attività di agricoltura sociale, un vero e proprio negozio chiamato "La Bottega degli Ortolani". Nome dal sapore rustico, simpatico e genuino che ribadisce la voglia di essere a portata delle persone coinvolgendole attivamente, sia in veste di lavoratori che clienti come ribadisce lo stesso Moreno Baggini, coordinatore territoriale per la rete Agricoltura Sociale Lombardia nonché il responsabile degli "Orti Sociali di Voghera": "Il nome deriva dal nostro dialetto pavese e l’abbiamo scelto per ricordare la vocazione agricola della nostra città, in particolare del quartiere Ponte Rosso".

Il negozio aprirà in Via Negrotto Cambiaso (quartiere Ponte Rosso) a Voghera e verrà inaugurato il 27 gennaio dalle ore 10.30. La gestione è affidata alla Cooperativa sociale 381, appartenente alla rete Agricoltura Sociale Lombardia, e si occuperà della parte organizzativa e amministrativa. Anche la struttura fisica del punto vendita racconta una storia intarsiata di valori e buoni intenti.

Lo spazio ci è stato concesso gratuitamente in comodato d’uso da un benefattore locale che ha voluto fare questo regalo

consentendo anche di avere a disposizione un luogo di ritrovo e condivisione destinato alle realtà del territorio impegnate nell'agricoltura locale racconta Moreno Baggini. Variegati i prodotti in vendita: pane fatto con grani antichi, formaggi e salumi della Valle Staffora, verdura e frutta biologiche, miele, vino, confetture e tanto altro. Tutti prodotti locali a km 0 e che rispettano la stagionalità "Avremo sia prodotti provenienti dall'agricoltura sociale della provincia di Pavia, sia prodotti provenienti dalla rete di aziende agricole aderenti a Coldiretti e Campagna Amica . L'obbiettivo è quello di promuovere un modello di agricoltura che riscopra il valore dell'agricoltura locale , dalla filiera corta, della chiusura locale dei cicli di produzione e consumo; un modello agricolo che prediliga la fertilità dei suoli, la presenza di persone nelle campagne e la tutela della biodiversità.

Al centro del progetto abbiamo l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati che verranno anche coinvolti in attività di consegna a domicilio. Ci sarà il contatto diretto con il cliente ed è prevista anche la possibilità di acquisti on line.

All’iniziativa aderiscono tutte le realtà della rete dell’agricoltura sociale pavese aderente ad Agricoltura Sociale Lombardia: Ampia anche quella dei patrocinatori: Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Voghera, Camera di Commercio Pavia, Paniere Pavese, Coldiretti Pavia, Slow food Oltrepo, AIAB Lombardia.

da "La Provincia Pavese" del 22 dicembre 2017

VOGHERA. Una bottega a Voghera per vendere i prodotti della terra a chilometro zero. Ma anche un progetto sociale, perchè la “Butega di urtlan” che sta per aprire in via Negrotto Cambiaso nasce da un'...

VOGHERA. Una bottega a Voghera per vendere i prodotti della terra a chilometro zero. Ma anche un progetto sociale, perchè la “Butega di urtlan” che sta per aprire in via Negrotto Cambiaso nasce da un'idea degli Orti sociali e darà spazio a persone che sono state inserite in attività di recupero. «I prodotti arriveranno prevalentemente dall'agricoltura sociale -spiega Moreno Baggini, degli Orti sociali- in quanto chi li ha coltivati e chi gestirà la bottega sono persone che fanno parte di progetti di reinserimento. Il tutto rientra nel progetto “Agricoltura sociale Pavia”, che mira all’inclusione di persone con disabilità o in situazioni di difficoltà e allo sviluppo delle comunità locali. Più in generale ci sarà spazio per aziende agricole e cooperative del territorio, per portare sulla tavola dei nostri clienti prodotti tipici coltivati in modo sano».

L'obiettivo è di far ritrovare non solo i gusti e la cura di un tempo per prodotti genuini, ma anche l'atmosfera delle botteghe di una volta: «Qui si potranno trovare tanti prodotti tipici, biologici e sani, che provengono dal territorio -continua Baggini- in un contesto familiare e accogliente. Grande attenzione sarà riservata alla tracciabilità, in quanto il cliente potrà sapere sempre con chiarezza chi ha coltivato e dove le materie prime impiegate o i prodotti venduti. Si spazierà dal pane fatto come una volta, con grani di antiche varietà, a formaggi e salumi della valle Staffora, e poi frutta e verdura, oltre al vino della nostra zona».

Un modo per rispondere anche all'esigenza dei produttori del territorio, che da tempo cercavano un punto di riferimento per mettere in vendita i loro beni. La bottega potrà diventare un negozio caratteristico, non solo per chi acquista, ma anche per chi produce e coltiva e vuole distinguersi per la qualità. L'ente capofila sarà la cooperativa sociale vogherese 381, che si occuperà del progetto assieme a tanti altri soggetti.

Numerosi anche i partner che hanno patrocinato l'idea: Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Voghera, Camera di Commercio, Slow food, Coldiretti, Aiab, e il Paniere pavese. L'apertura è imminente: «Stiamo sistemando i locali che un benefattore ci ha messo a disposizione

in comodato d'uso gratuito nella palazzina del civico 68 di via Negrotto Cambiaso. -aggiunge Baggini- Oramai siamo a buon punto e credo che tra la fine del mese di gennaio e l'inizio di febbraio potremo aprire al pubblico questa rivendita di prodotti della terra». (al.alf.)

In crescita l’attività dedicata all’inserimento di persone svantaggiate. Accordo con scuole e aziende

VOGHERA . Nato solo 3 anni fa, il progetto degli orti sociali di Voghera continua a crescere ed è ormai conosciuto anche fuori provincia. Nemmeno la siccità riesce a fermare questa realtà che si occupa di agricoltura sociale, inserendo nel mondo del lavoro agricolo giovani in posizione di svantaggio. Sui quattro ettari a disposizione sono stati attivati 6 tirocini formativi.

«Anche se l'estate è stata deludente dal punto di vista produttivo, -spiega il responsabile, Moreno Baggini- abbiamo sempre più soddisfazioni dal progetto». Cresce infatti il numero di persone che arrivano alla fattoria di via Palazzina. «Sono in aumento gli inserimenti che vengono dai servizi territoriali -spiega Baggini- Un bilancio positivo grazie anche al progetto “Cura la terra, la terra che cura” sostenuto dalla Regione, che prevedeva l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in due modi, uno con l'alternanza scuola lavoro, che abbiamo sviluppato in particolare con l'istituto vogherese Calvi della preside Beatrice Tornari, e l'altro attivando tirocini formativi, che aumenteranno grazie alla Regione, che ha riconosciuto la valenza del nostro progetto. Un'altra novità è l'accordo con le aziende della provincia, per un coordinamento dei soggetti che fanno agricoltura sociale. Abbiamo appena creato un sito internet, dove abbiamo come partner la Provincia, all'indirizzo www.agricolturasocialepavia.it: una rete destinata a crescere, perché ci sono già richieste di nuove adesioni e c'è la possibilità di introdurre anche il commercio online».

Il gruppo vogherese ha anche nuove idee: «La nostra realtà sta crescendo, le aziende vengono anche da fuori provincia per vedere come lavoriamo. Una grande soddisfazione per un progetto nato tre anni fa, che intanto ha già dato una mano a quasi una ventina di persone. Noi aiutiamo ad apprendere delle competenze, che possono essere spese anche fuori dal nostro contesto.
Ora -continua Baggini- portiamo avanti l'idea di creare una bottega a Voghera, con i partner dell'agricoltura sociale di Pavia. Un negozio che punta su prodotti biologici. Vorremmo dare a tutte le aziende la possibilità di conferire i loro prodotti alla nostra bottega». (al.alf.)

Voghera, iniziativa con le scuole e vendita diretta delle piantine: il progetto di via Palazzina cresce

VOGHERA. «La nostra esperienza dimostra che l'agricoltura sociale funziona e che a Voghera c'è l'interesse a riscoprire le radici contadine di questa città. Il Comune ha tanti terreni incolti e invece di lasciarli in abbandono potrebbe sviluppare altri progetti, in particolare per i giovani». Gli Orti sociali di via Palazzina compiono due anni, i risultati non mancano e i nuovi progetti sono tanti.

Moreno Baggini, vicedirettore della Caritas diocesana ed ex assessore ai Servizi sociali, fondatore degli Orti, racconta con i numeri l'impatto già avuto sul territorio. «Nel 2014 - spiega - avevamo una produzione di una pertica e mezza: ora siamo a circa 3 ettari, vale a dire 45 pertiche, tra cui 1.200 metri quadri di serre». Per lavorare la terra, in via Palazzina ci sono 3 dipendenti («Tutti sotto i 40 anni», sottolinea Baggini), 4 persone con disabilità mentale che agli Orti vanno al mattino - trovando nell'agricoltura una pratica terapeutica - e due disoccupati sopra i 50 anni.

Gli Orti hanno accolto anche altre persone svantaggiate, come detenuti ed ex tossicodipendenti, e alcune di queste hanno poi trovato lavoro in aziende agricole. Via Palazzina è aperta al pomeriggio per la vendita, mentre la domenica mattina gli ortaggi (che sono biologici, cioè non trattati con pesticidi) si trovano in piazza Duomo al mercato «Campagna amica» di Coldiretti: i clienti e la curiosità non mancano. «Significa che a Voghera c'era bisogno di un luogo che coltivasse prodotti sani - dice Baggini - e desse anche la possibilità di raccoglierli in prima persona. I giovani riscoprono i valori dell'agricoltura: in città ci sono tanti terreni abbandonati, il Comune potrebbe concederli per creare nuovi orti. Quelli esistenti sono destinati solo agli anziani».

Gli Orti sociali presto diventeranno anche una «fattoria didattica» per accogliere le scuole: ai bambini sarà dedicato uno spazio di terra e un percorso olfattivo alla scoperta delle erbe aromatiche. In questi giorni parte poi la vendita anche di piantine (a cominciare dalle zucchine), con la collaborazione della coop sociale 381. Gli Orti sono inoltre una meta per chi ne vuole replicare il modello: questa settimana arriveranno in via Palazzina visitatori dalle Marche. «A noi l'Expo è servito moltissimo. A fine agosto eravamo andati a presentare la nostra esperienza con Teresio Nardi di Slow Food: l'occasione ci ha aperto un mare di contatti. Da lì - conclude Baggini - è nato ad esempio il progetto sociale all'agriturismo Ca' de Figo di Varzi».

Daniele Ferro

Progetto Orti sociali a Voghera per promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro agricolo. Coltiviamo il nostro futuro.

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