Nasce Hub Voghera, un incubatore che svolge un ruolo di collegamento tra mondo profit e no-profit, tra pubblico e privato dove persone, aziende e progetti creano impatto positivo locale su società e ambiente. Un network di professionisti con competenze nei settori dell’agricoltura sociale, sostenibilità ambientale e innovazione sociale tutti uniti con il fine di valorizzare e promuovere le risorse locali del territorio.

Il progetto è realizzato dalla cooperativa sociale 381 e l’impresa sociale BiPart con il patrocinio del Comune di Voghera, Camera di Commercio di Pavia, Presidio Slow Food Oltrepo Pavese, Orti sociali. L’inaugurazione della sede si terrà sabato 23 novembre, dalle ore 10, in piazzetta Garibaldi 9, a Voghera (Pavia).

Hub Voghera è ospitato in un negozio storico del centro città, che nella prima metà del Novecento era sede della Tipografia Moderna del rag. Mario Gabetta e della società della Pietra Litografica Italiana, messo a disposizione da Giovanna Gabetta, nipote di Mario, e da suo marito.

Hub Voghera è un progetto innovativo e sperimentale per la città di Voghera in quanto si pone diversi obbiettivi:

La particolarità dell’Hub di Voghera è la ridistribuzione di una parte della vendita dei prodotti e servizi a sostegno di progetti di agricoltura sociale sul territorio pavese per favorire inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati.

Risorse pdf:

 

Presso l’Istituto Santa Caterina di Voghera si continua il percorso della sostenibilità.

Con la presente Vi invitiamo a presenziare martedì 26 novembre 2019 alle ore 11.00 presso l’Istituto Santa Caterina di Voghera alla presentazione dell’evento “A scuola meno plastica … più borracce!” . L’iniziativa prevede la distribuzione a tutti gli studenti dell’Istituto di 180 borracce di alluminio riutilizzabili, grazie a due sponsor privati vogheresi: Associazione Orti Sociali e Teleserenità Coop. Stella 2. Si tratta di una vera proposta educativa legata al progetto didattico d’Istituto “Essere e benessere: crescere in salute”, giunto al secondo anno di attuazione. Durante l’anno scolastico verranno realizzati, a cura dei due sponsor, laboratori didattici sui temi collegati a salute, educazione ambientale, alimentazione, sostenibilità e tipicità del territorio.

Un progetto di tirocinio e cooperazione nelle scuole himalayane

L'«avventura pedagogica» di un giovane insegnante vogherese

Una nuova avventura in India sospinta da un progetto di studio e di solidarietà tra scuole e associazioni, per imparare, insegnare e mantenere un legame di amicizia tra piccole realtà distanti migliaia di chilometri ma accomunate dall'impegno per un mondo migliore. È il secondo viaggio in India che tra pochi giorni intraprenderà un giovane insegnante di Voghera, maestro elementare di sostegno, volontario dell'associazione Insieme e “ambasciatore” di quest'ultima e degli Orti Sociali per un gemellaggio tra le due no profit vogheresi e l'organizzazione indiana Ruchi (acronimo di “Centro rurale per gli interessi umani”), la quale opera da quasi 40 anni a favore della comunità locale dei villaggi di montagna a 350 km a nord della capitale Delhi.

Dopo un primo viaggio l'estate scorsa, per un campo internazionale di volontariato promosso da Ruchi con le scuole dei villaggi, il maestro vogherese torna sulle prime alture himalayane con un progetto universitario e una rete di solidarietà più ampia. «Il collegio docenti dell'Istituto Comprensivo di Casteggio, per cui ho lavorato nell'anno appena concluso - spiega l'insegnante, che preferisce rimanere anonimo - ha accolto la proposta di aiutare i bambini delle scuole in cui sto per tornare, contribuendo a una raccolta fondi per comprare in India materiale di cancelleria per gli alunni, come ho fatto l'anno scorso». Al sostegno delle associazioni Insieme e Orti Sociali di Voghera e dell'istituto di Casteggio si aggiungono inoltre l'asilo “Pupi solari” di Rivanazzano Terme e singoli cittadini.

In totale ho raccolto oltre mille euro: con questi fondi sosterremo le attività di Ruchi con le scuole, i contadini e i gruppi di mutuo-aiuto delle donne dei villaggi

spiega l'insegnante, che torna in India con un progetto di tirocinio approvato dalla facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell'università Milano-Bicocca. «Fino a un paio d'anni fa - spiega l'insegnante - svolgevo un'altra professione. Anche grazie all'avventura pedagogica vissuta in India, ho deciso di iscrivermi di nuovo all'università per ottenere la laurea da maestro elementare. È la dimostrazione che il volontariato fa bene soprattutto a se stessi, perché si impara a conoscersi meglio, si allargano gli orizzonti culturali e si creano preziose relazioni interpersonali. Vado in India sapendo di apprendere più di quanto potrò insegnare».

Fonte: Il Periodico

Il progetto si chiama Con il nostro stile. I giovani per la Comunità ed è finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e promosso da Regione Lombardia.

Il progetto, presentato dall’Associazione di Volontariato e solidarietà Familiare Babele Onlus di Pavia, ha dato vita ad una serie di attività che l’Associazione Orti Sociali di Voghera ha predisposto per i bambini di tutte le scuole d’infanzia e di alcune classi di scuola primaria dell’I.C. di via Dante.

Per esempio alla scuola d’infanzia di strada Valle il Dott. Teresio Nardi ha incontrato i bambini dell’ultimo anno e ha discusso insieme a loro, con delle slide appositamente predisposte, dei mutamenti climatici, dei colori della natura, di come, grazie alle api, sia possibile ottenere il miele, delle piante che abbiamo in Oltrepò e di tanti altri argomenti legati alla natura e al territorio.

Il progetto, che è flessibile e si adatta alle richieste delle insegnanti e dei bambini, è gratuito per la scuola e per le famiglie, ed ha l'obiettivo di adottare e diffondere comportamenti ambientali e socialmente responsabili, partendo da semplici gesti quotidiani. Esso prevede laboratori didattici che portano ad una migliore conoscenza del territorio locale e delle sue tipicità. Particolare rilevanza viene data ai temi dello spreco alimentare e del riuso e riciclo di beni materiali.

Il progetto vuole anche avvicinare i bambini all'esperienza della coltivazione di orti ad uso sociale attraverso testimonianze di personale esperto. Alcuni orti saranno realizzati nei plessi dell’Istituto Comprensivo di via Dante e la loro coltivazione verrà curata non solo dai bambini ma anche da genitori e nonni che si sono resi disponibili nel collaborare con i docenti dell’Istituto. Il Dirigente Scolastico è particolarmente soddisfatto dell’iniziativa: “vedere docenti, genitori e nonni che lavorano insieme su temi legati alla sostenibilità ambientale è un forte segnale educativo per i bambini: vi sono adulti che, stando gli uni a fianco degli altri, si comportano in maniera responsabile nei confronti del nostro territorio, dando così speranza al futuro”.

Comunicato stampa del 6 dicembre 2018 Agricoltura Sociale Lombardia

Le storie di riscatto della rete Agricoltura Sociale Lombardia

“Prendersi cura di qualcosa è bello”: i ragazzi del Centro Diurno Disabili raccontano la loro esperienza a contatto con la terra nell’ambito del progetto appartenente alla rete pavese dell’agricoltura sociale. L’iniziativa descritta dai referenti Elisa Castelli e Moreno Baggini.

Nuovo traguardo di inclusione messo a segno nell’ambito della rete Agricoltura Sociale di Pavia che aggiunge un ulteriore tassello di soddisfazione al suo percorso impegnato sul fronte della valorizzazione delle persone. La rete territoriale aderisce a quella regionale di Agricoltura Sociale Lombardia che secondo l’ultimo report registra 1.967 persone con svantaggio che hanno trovato un’opportunità di riscatto, di queste 1.096 sono disabili e coinvolte a vario titolo nelle attività agricole. A rappresentare la recente testimonianza all’insegna del riscatto sociale è il progetto “Orti Sociali di Voghera” che ha attivato una stretta e virtuosa collaborazione con il Centro Diurno Disabili di Voghera. Da questa sinergia è nato l’intento di coinvolgere cinque giovani con disabilità intellettiva e motoria in un’attività di orto sociale. Un’esperienza partita a metà ottobre 2018 e che ha maturato importanti risultati come conferma Elisa Castelli, una delle referenti del progetto oltre che educatrice del centro gestito dalla cooperativa onlus Marta:

“Abbiamo ideato questa iniziativa formativa con un obiettivo ben chiaro: volevamo portare i ragazzi fuori dalle mura protettive e abitudinarie del centro per metterli a contatto con qualcosa di nuovo. Desideravamo trasmettere loro la percezione di non essere più solo dei fruitori di aiuto ma di poter diventare loro stessi dei portatori di una vera e propria “cura” nei confronti di qualcosa che ha bisogno di essere seguito con motivazione, attenzione e pazienza. Nell’orto imparano che bisogna seminare bene ora per raccogliere frutti più avanti”. “Un’altra bella esperienza agli Orti Sociali di Voghera - evidenzia Moreno Baggini, responsabile del progetto omonimo e coordinatore del territorio pavese per la rete ASL - Si tratta di un modello di intervento innovativo studiato dal CDD di Voghera che recupera l'elemento storicamente inclusivo che è innato in agricoltura e che spesso garantisce ottimi risultati dal punto di vista terapeutico e del reinserimento sociale.

Grazie alle educatrici del CDD e all'orto-terapista Emanuele Carcò i ragazzi coinvolti stanno avendo opportunità per fare le loro prime esperienze di lavoro e sana vita di gruppo ma anche e soprattutto esperienze di vita e crescita personale”. I giovani coinvolti - di età compresa tra i 30 e i 35 anni, di cui quattro ragazzi e una ragazza - in passato hanno già maturato esperienze di cura delle piante nell’ambito del servizio del centro. Ora si tratta di una vera e propria esperienza formativa che una volta a settimana, per circa due ore, permette loro di imparare i rudimenti del mestiere grazie alla guida dell’orto-terapista della fattoria Baggini. Vengono utilizzati diversi attrezzi, tranne gli strumenti a motore, ed eseguite operazioni che richiedono concentrazione. Un’esperienza che ha destato gratificazione ed entusiasmo negli stessi ragazzi, come testimoniano le loro parole. “All’orto mi diverto con Riccardo che mi insegna cosa fare” racconta ad esempio Alessandro che partecipa all’attività. “Andare a lavorare con i miei compagni è bello” commenta Luca. “Mi piace molto fare l’orto e raccogliere le verdure, oggi ho portato a casa i finocchi” sottolinea Alberto. “È bello prendersi cura di qualcosa… poi lo mangi e sei contenta!” riflette Chiara.

Il percorso attivato nell’ambito del progetto “Orti Sociali di Voghera” ha inoltre permesso di scardinare diversi luoghi comuni sulla disabilità, in particolare intellettiva, dando dimostrazione che l’inclusione rivela abilità nascoste. “I benefici sono riscontrabili a vari livelli – sottolinea Elisa Castelli - Dal punto di vista relazionale ci si confronta con gli altri e si impara a lavorare insieme rispettando i ritmi della natura. Il lavoro permette anche di acquisire autonomia e maggior responsabilizzazione in un contesto con ritmi tranquilli e adatti a questo tipo di disabilità. Inoltre la metodologia iniziale, strutturata ad imitazione delle tecniche proposte dall’orto-terapista, favorisce l’acquisizione di competenze e stimola la memoria potenziando l’aspetto cognitivo e riducendo nettamente le stereotipie che spesso assorbono i nostri utenti. Il contatto con la natura, i suoi cambiamenti e ritmi, migliora la percezione di se stessi”. L’attività nell’orto sociale è riuscita anche a mettere ko uno stereotipo difficile da scardinare e riguardante la disabilità mentale, come evidenzia Elisa Castelli: “La nostra esperienza di agricoltura sociale ci ha dimostrato che queste persone non sono bambini ma adulti con possibilità di confrontarsi con nuove realtà e persone. Siamo stati molto fortunati a trovare un ambiente piacevole e accogliente che li rende sereni e appagati. Il lavoro agricolo è davvero terapeutico: svela abilità”.

Presentazione Workshop di Confcooperative Pavia sull'agricoltura sociale cooperativa

Martedì 27 novembre, alle ore 09.00, si terrà a Pavia presso "Villa Maria", sede del Gruppo Cooperativo Marta, un workshop dal titolo:

Agrisocializziamo! L'Agricolutura sociale: spunti di cooperazione pavese, esperienze di cooperazione lombarda.

L'evento è promosso ed organizzato da Confcooperative Pavia. Il programma prevede una serie di interventi atti ad approfondire alcune delle significative esperienze cooperative agricole sociali operanti in Lombardia, con spunti e testimonianze portate da chi vive quotidianamente il significato di tradurre l'attività agricola in strumento di inclusione sociale.

Di fatto negli ultimi anni l'agricoltura sociale si sta trasformando in un sistema dinamico con grande potenzialità di sviluppo sostenibile, a beneficio di tutta la collettività. Pensiamo alla relazione diretta, sempre più fitta, tra un mercato "primario" come quello agricolo ed un'offerta di prodotti orientati a generare socialità, responsabilità e partecipazione, favorendo incontri e relazioni che spesso generano valore economico ed opportunità occupazionali.

La Legge 8 Agosto 2015, n. 141, Disposizioni in materia di agricoltura sociale si sofferma inoltre su un aspetto nodale come quello della multifunzionalità delle imprese agricole «finalizzato allo sviluppo di interventi e servizi sociali, sociosanitari, educativi e di inserimento socio lavorativo allo scopo di facilitare l'accesso adeguato ed uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie ed alle comunità locali>>, argomento su cui il mondo dell'imprenditoria cooperativa ritiene di avere molto da proporre ed illustrare.

Il programma dei lavori (moderati da Antonio Califano, Coordinatore di Confcooperative Pavia) si aprirà con le considerazioni introduttive del Presidente di Confcooperative Pavia, Mattia Affini, cui seguirà un approfondimento della Dott.ssa Elena Croci (Direttore didattico corso di Tecniche della riabilitazione psichiatrica - Università di Pavia) sulla correlazione tra funzione produttiva in agricoltura e relativi aspetti relazionali, terapeutici e riabilitativi.

Successivamente si aprirà l'approfondimento su alcune delle esperienze cooperative lombarde appartenenti alla sfera associativa di Confcooperative, grazie agli interventi di Moreno Baggini - coop. sociale Treottouno di Voghera (PV), Vittorio Ciarrocchi - coop. sociale Il Sentiero di Morbegno (SO), Giusy Brignoli e Giusy Biaggi - coop. sociale Nazareth di Cremona, Andrea Testa — coop. sociale Oasi di Guanzate (CO) e Giacomo Ribaudo - coop. sociale Biplano di Urgnano (BG).

Dopo uno spazio di breve presentazione di ulteriori esperienze cooperative lombarde presenti all'evento, farà seguito per una sintesi conclusiva l'intervento di Umberto Zandrini — Vice Presidente Federsolidarietà Confcooperative Lombardia.

Confcooperative — Associazione Nazionale di Rappresentanza, Assistenza e Tutela del Movimento Cooperativo, riconosciuta giuridicamente con D.M. 12/04/1948, ai sensi dell'articolo 5 del D.Lgs.C.P.S. n. 1577/1947

Una serata per discutere di educazione a partire da «un’avventura pedagogica» in India

Una serata per raccontare un’esperienza in India nelle scuole elementari, per parlare di un progetto di solidarietà intrapreso da due associazioni vogheresi, e per discutere insieme al pubblico - a partire da episodi ed emozioni indiane - del senso dell’educazione oggi, nella nostra società. È l’evento “L’educazione del sorriso: racconto e senso di un’avventura pedagogica in India”, organizzato dalle associazioni Insieme e Orti Sociali per venerdì 23 novembre alla Casa della Carità di Voghera (ore 21, via C. Emanuele III n. 45, ingresso libero).

Durante la serata si parlerà del “gemellaggio” tra le due associazioni vogheresi e Ruchi, organizzazione indiana che a 350 km a nord di Delhi opera a favore della comunità locale, in particolare contadini, donne e bambini. L’idea del gemellaggio per costruire un rapporto di amicizia e solidarietà è nata lo scorso luglio, quando un socio di Insieme è partito per partecipare a un campo di volontariato nelle scuole organizzato da Ruchi. Grazie a una raccolta fondi delle associazioni Insieme e Orti Sociali e di alcuni privati, l’educatore vogherese Daniele Ferro ha lavorato con i bambini delle prime alture himalayane utilizzando materiale di cancelleria assente in quelle scuole, e ha acquistato attrezzi da lavoro per i contadini.

Un gemellaggio indiano per saldare valori che attraversano i continenti: la pace, l'amicizia e la solidarietà. È l'iniziativa delle associazioni Insieme e Orti sociali di Voghera, che con un documento simbolico e un piccolo aiuto intendono siglare un accordo di scambio con un'organizzazione non governativa indiana.

L'associazione partner è Ruchi, acronimo di Centro rurale per gli interessi umani, che da trent'anni ha sede nel distretto di Solan, nella zona montuosa a 300 km a nord di Delhi. Lì, l'associazione promuove il progetto «Educate a child», «Educare un bambino», che per due settimane coinvolgerà volontari internazionali, i quali affiancheranno gli insegnanti nelle scuole primarie dei villaggi circostanti e parteciperanno alle altre attività di Ruchi nella zona (su temi come educazione ambientale, innovazione delle coltivazioni, promozione della partecipazione sociale).

Al progetto, che inizierà il 23 luglio, prenderà parte un socio di Insieme, associazione che con gli Orti Sociali di Voghera intende costruire un rapporto di scambio con Ruchi, fatto da una parte di un messaggio simbolico di gemellaggio, e dall'altro di un atto concreto di solidarietà. Le associazioni stanno infatti raccogliendo fondi poiché nelle scuole e nei villaggi sarà possibile portare materiali per i bambini (da utilizzare a scuola, come matite quaderni e così via) o per il lavoro nei campi.

Anche un piccolo contributo può essere utile per sostenere persone di un paese lontano, che lavorano sul proprio territorio per realizzare valori condivisi. Chi volesse offrire un aiuto, o per avere maggiori informazioni, può scrivere a associnsieme@gmail.com, chiamare il 3518003379 o presentarsi nella sede di Insieme il venerdì dalle ore 21.00, in via Bellocchio 19 a Voghera.

Progetto Orti sociali a Voghera per promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro agricolo. Coltiviamo il nostro futuro.

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