Gli orti sociali diventano fattoria didattica

fattoria didattica

Voghera, iniziativa con le scuole e vendita diretta delle piantine: il progetto di via Palazzina cresce

VOGHERA. «La nostra esperienza dimostra che l’agricoltura sociale funziona e che a Voghera c’è l’interesse a riscoprire le radici contadine di questa città. Il Comune ha tanti terreni incolti e invece di lasciarli in abbandono potrebbe sviluppare altri progetti, in particolare per i giovani». Gli Orti sociali di via Palazzina compiono due anni, i risultati non mancano e i nuovi progetti sono tanti.

Moreno Baggini, vicedirettore della Caritas diocesana ed ex assessore ai Servizi sociali, fondatore degli Orti, racconta con i numeri l’impatto già avuto sul territorio. «Nel 2014 – spiega – avevamo una produzione di una pertica e mezza: ora siamo a circa 3 ettari, vale a dire 45 pertiche, tra cui 1.200 metri quadri di serre». Per lavorare la terra, in via Palazzina ci sono 3 dipendenti («Tutti sotto i 40 anni», sottolinea Baggini), 4 persone con disabilità mentale che agli Orti vanno al mattino – trovando nell’agricoltura una pratica terapeutica – e due disoccupati sopra i 50 anni.

Gli Orti hanno accolto anche altre persone svantaggiate, come detenuti ed ex tossicodipendenti, e alcune di queste hanno poi trovato lavoro in aziende agricole. Via Palazzina è aperta al pomeriggio per la vendita, mentre la domenica mattina gli ortaggi (che sono biologici, cioè non trattati con pesticidi) si trovano in piazza Duomo al mercato «Campagna amica» di Coldiretti: i clienti e la curiosità non mancano. «Significa che a Voghera c’era bisogno di un luogo che coltivasse prodotti sani – dice Baggini – e desse anche la possibilità di raccoglierli in prima persona. I giovani riscoprono i valori dell’agricoltura: in città ci sono tanti terreni abbandonati, il Comune potrebbe concederli per creare nuovi orti. Quelli esistenti sono destinati solo agli anziani».

Gli Orti sociali presto diventeranno anche una «fattoria didattica» per accogliere le scuole: ai bambini sarà dedicato uno spazio di terra e un percorso olfattivo alla scoperta delle erbe aromatiche. In questi giorni parte poi la vendita anche di piantine (a cominciare dalle zucchine), con la collaborazione della coop sociale 381. Gli Orti sono inoltre una meta per chi ne vuole replicare il modello: questa settimana arriveranno in via Palazzina visitatori dalle Marche. «A noi l’Expo è servito moltissimo. A fine agosto eravamo andati a presentare la nostra esperienza con Teresio Nardi di Slow Food: l’occasione ci ha aperto un mare di contatti. Da lì – conclude Baggini – è nato ad esempio il progetto sociale all’agriturismo Ca’ de Figo di Varzi».

Daniele Ferro

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